Il talento e la pigrizia

XXXIII Domenica T.O. Anno A

Aldo Vendemiati

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I capitoli 24 e 25 del vangelo di Matteo sono un continuo richiamo alla vigilanza, ad attendere il Signore che viene. In particolare, la parabola dei talenti (25, 14-29) ci insegna che la vigilanza non si riduce a tensione interiore: occorre darsi da fare, impegnare tutte le energie in vista di un grande incontro, non essere fannulloni.

Si tratta di un richiamo molto forte, soprattutto per gli uomini e le donne del nostro tempo. Noi siamo abituati alle comodità, al divertimento, all’abbondanza. Il pane non ci manca, nemmeno il companatico, la casa, il divertimento… In questa situazione rischiamo di impigrirci, di dire “C’è pace e sicurezza!”– come ammonisce san Paolo (1 Ts 5, 1-6) – e cadere in quel tremendo vizio capitale che è l’accidia, la pigrizia spirituale di chi non vuol progredire nella strada del Signore.

Questo è il senso della parabola. C’è un padrone che si fida…

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