I buoni e i cattivi

XXIV Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro» (Lc 15,1).

Pecora smarritaQuando ascoltiamo una storia, spesso in noi scatta un meccanismo un po’ infantile: ci identifichiamo con “i buoni” e prendiamo posizione contro “i cattivi”. Già. Ma chi sono i cattivi e chi sono i buoni? Per noi cristiani di lunga data è spontaneo pensare che i farisei e gli scribi sono “i cattivi” (gente dal cuore duro!), che chiudono la porta in faccia ai “buoni”, che sarebbero i pubblicani e i peccatori (poverini!). Ed è sottinteso che noi siamo i buoni, noi stiamo dalla parte dei buoni.

Ah, sì? Che ne direste di un prete che mangia con i mafiosi? E se lo vedeste parlare con una prostituta? E se accogliesse un pedofilo? Se si facesse vedere in…

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Folla o discepoli?

XXIII Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

Gesù e le folle

 Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse… (Lc 14,25-33)

Molta gente. Gesù non si entusiasma per le masse. Tante volte noi siamo dipendenti dal consenso, dal numero. Per questo annacquiamo il messaggio, proponiamo un vangelo alla “volemose bene”: un messaggio che non disturba nessuno, che non chiama a fare delle scelte precise e costose.

Molta gente andava dietro a Gesù. E molta gente gli va dietro anche oggi. Ma ci sono due modi di andargli dietro: uno  è quello della folla, l’altro è quello dei discepoli.

La folla va dietro a Gesù quando gli conviene: quando vede i miracoli, quando Gesù distribuisce i pani… Cristo è uno che mi serve per soddisfare un mio bisogno: fosse pure un bisogno religioso, io sto al centro. Io sono il signore, e il Signore è il mio servo.

Ma Gesù non si piega a questo gioco. Per questo…

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Umiltà

XXII Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

Gesù umile

Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato (Lc 14,11).

“Umiltà” è una parola che non ci interroga più. La si usa ormai quasi soltanto nel mondo dello sport: gli atleti sanno che devono affrontare la preparazione e gli avversari con “umiltà”, altrimenti, se si sentono troppo sicuri di sé e non lavorano duro, rischiano di prendere delle batoste… Ma questa “umiltà” del mondo è funzionale all’affermazione di sé: l’atleta è umile per vincere, per “umiliare” gli avversari, non certo se stesso!

D’altra parte il nostro modo di interpretare la vita, è improntato a tutt’altro che umiltà. Tutti conosciamo persone che stanno decenni senza parlarsi perché ciascuno ritiene che l’altro abbia il dovere di umiliarsi e chiedere scusa; famiglie rovinate per l’orgoglio e la superbia di un genitore o di un figlio; lotta senza esclusione di colpi per ottenere posti di comando, di potere (reale o immaginario)…

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Sforzatevi di entrare

XXI Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

Tante volte anche noi ci troviamo a fare domande sciocche come questo tale che domanda a Gesù:

Sono pochi quelli che si salvano? (Lc 13,23).

Dico domande sciocche non perché chi se le pone è sciocco: tanti teologi intelligentissimi e coltissimi negli  ultimi decenni hanno discusso se l’inferno sia vuoto o pieno, se ci sia molta o poca gente, ecc. Ma queste discussioni sono sciocche perché sono completamente inutili.

Gesù non risponde alle domande sciocche. Infatti non dice né che siano molti né che siano pochi quelli che si salvano. Dice:

Sforzatevi di entrare.

Vedete, questo è “Vangelo”, cioè Buona Notizia: deve mettere gioia! Qual è la buona notizia? È che la salvezza è possibile:è una porta aperta. Prima era chiusa, per i nostri peccati. Adesso Gesù Cristo l’ha aperta con la sua morte e risurrezione. E noi possiamo entrare: ci possiamo salvare!

Verranno da oriente e da occidente, da…

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Quale pace?

XX Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

divisione

Gesù pone una domanda chiara:

“Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra?” (Lc 12,51).

Beh? Lo pensiamo sì o no? Sì, Signore, lo pensiamo. Quando tu sei nato, gli angeli hanno cantato: “Pace in terra agli uomini che Dio ama” (Lc 2,14). Tu stesso dopo la tua risurrezione hai salutati i discepoli dicendo: “Pace a voi” (Gv 20,19.21.26). Per questo ci risulta strano che tu ora ci dica di non essere venuto a portare la pace, ma la divisione!

Forse perché la parola “pace” è assai ambigua[1]. Banalmente, si dice che c’è pace quando non c’è guerra, ma spesso con questa parola designiamo qualcosa di più: vogliamo “starcene in pace”, essere “lasciati in pace”, “pace” viene significare addirittura “benessere”… E quando la pace è intesa così, allora la stessa religione diventa uno strumento per raggiungerla; in particolare la ricerca di meditazione, le tecniche per…

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Che cosa attendi?

XIX Domenica T.O. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

La salvezza è per tutti, ma c’è una condizione chiara per accedervi: capire che non ci salviamo con le nostre forze, con la tecnologia, con le ricchezze. Chi entra in quest’ordine di idee comincia ad arricchirsi davanti a Dio, donando ai poveri, accettando di dipendere da lui in tutto, cercando il Regno che il Padre ha voluto donare a noi, piccolo gregge, pronto a riceverlo come un amministratore fedele (Lc 12, 32-48).

Potremmo dire che l’uomo diventa ciò che spera. O che dov’è il tuo tesoro, lì è anche il tuo cuore. Se uno spera la salvezza soltanto da se stesso, se uno mette il suo cuore nelle borse a cui i ladri possono arrivare, che la tignola può consumare… in ultima analisi aspetta la morte, diventa figlio della morte e produce morte. Chi attende il Regno di Dio, ossia il Signore Gesù, ha la sua stessa vita di Figlio…

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Arricchitevi!

XVIII Domenica T.I. Anno C 2019

Aldo Vendemiati

Quante liti familiari hanno origine da questioni di eredità! Non c’è niente di nuovo sotto il sole: anche ai tempi di Gesù era così, e così è stato sempre, sin dai tempi di Caino e Abele.

L’uomo religioso avverte che questioni di questo tipo vanno portate davanti a Dio, che il modo di gestire i rapporti economici e i rapporti fraterni ha a che fare con la nostra fede, che l’amministrazione delle le ricchezze e la loro giusta distribuzione deve essere regolata secondo Dio.

Si capisce, quindi, la richiesta rivolta a Gesù da “uno della folla” (cioè non un discepolo, ma uno dei tanti che sono in qualche modo attratti dalle parole e dai miracolati del Signore): Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità.

Se – come alcuni ipotizzano – il fratello di questo tale era (lui sì) un discepolo di Gesù, la richiesta appare comprensibilissima e…

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