Speranza, storia e profezia

II domenica T.A. Anno C

Aldo Vendemiati

giovanni

Cos’è la speranza? Io direi che è la capacità di tenere insieme storia e profezia.

La pagina di vangelo che ci viene proposta in questa domenica di avvento è precisamente questo: un resoconto storico e un testo pro­fetico nello stesso tempo[*]. Della storia ha la precisione cronologica e geografica; della profezia ha l’energia e lo slancio. Inserisce la salvezza di Dio nel qua­dro storico del tempo, e per questo illumina i lati oscuri del nostro vivere nel tempo, rallegra la nostra tristezza indicandoci una meta di gioia.

  1. Storia

Poche volte, in tutta la Sa­cra Scrittura, s’incontrano brani come questo, talmente preoccupati della precisione storica: e da quanti anni era imperatore Tiberio, e chi era governatore della Giudea, e chi della Galilea, e chi dell’Abilene, e chi erano i sommi sacerdoti… Perché tanta pignoleria?

Perché la salvezza di Dio è venuta nel tempo e nello spazio; fa parte della…

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Incontro al Signore che viene

I domenica Tempo di Avvento Anno C

Aldo Vendemiati

parusia

Alla commercializzazione del Natale eravamo abituati. Al punto che evitavamo di parlarne per non cadere nella banalità dei luoghi comuni. Ora dobbiamo fare i conti anche con la commercializzazione dell’Avvento. Non c’è limite al peggio (tanto per usare un altro luogo comune)!

In alcune regioni del nord una volta si usava il calendario d’Avvento: era un supporto di legno o di cartone, sul quale erano indicati i giorni dalla prima domenica d’avvento fino al Natale. Ogni giorno era coperto da una finestrella, che veniva aperta durante la preghiera della sera. Dietro la finestrella c’erano scritti un fioretto da compiere il giorno successivo e una preghiera da recitare, accompagnati da un dolcetto. Era un modo per insegnare ai bambini quello che la liturgia chiede nell’orazione di Colletta:

“O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli di…

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Il Re

Solennità di Cristo Re dell’universo. Anno B

Aldo Vendemiati

Cristo Re

Persino in tempo di regimi costituzionali e di repubbliche, l’idea del “re” appare suggestiva. Certi psicanalisti ne parlano come di un “archetipo”. Pensiamo alle favole, ai miti, ai drammi teatrali: quanti di essi sono centrati sulla figura di un re! Pensiamo banalmente ai giochi: gli scacchi, le carte… il re è sempre un personaggio principale. Credo che ogni bambino abbia sognato qualche volta di essere un re, e se le bambine sono tanto affascinate dall’idea di essere principesse è perché sognano di essere figlie di re o spose di re e quindi regine a loro volta. “Il re è l’uomo ideale, ideale di ogni uomo. Libero e potente vuole ciò che gli piace e fa (fare) ciò che vuole: rappresenta Dio in terra. La concezione che abbiamo del re corrisponde a quella che abbiamo di Dio: è l’uomo realizzato a sua immagine e somiglianza” (S. Fausti).

Già. Ma tutti gli…

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Autunno o primavera?

XXXIII Domenica T.O. Anno B

Aldo Vendemiati

croce gemmata

“Soffrire” è una parola piuttosto vaga… C’è sofferenza e sofferenza! Non parlo – ovviamente – solo del piano dell’intensità, ma soprattutto di quello della qualità. In modo particolare c’è una sofferenza più terribile di tutte, ed è quella che si verifica quando non riusciamo a dare un senso al dolore che viviamo. Allora la sofferenza diventa “smarrimento”.

Questa è la situazione descritta da Gesù in Mc 13, 24-25:

Il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Ciò non va inteso solo nel senso fisico: è nel cuore degli uomini che si può spegnere ogni luce di sole o di luna, è nella mente degli uomini che possono venir meno, come stelle cadenti, tutti punti di riferimento, cosicché diventa impossibile orientarsi.

Il fatto è che – come dice il poeta – siamo chiusi…

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Un problema d’amore

XXXII Domenica T.O. Anno B

Aldo Vendemiati

Vedova

La scorsa settimana abbiamo riflettuto sul primo dei comandamenti e sul secondo che è simile al primo: ama Dio con tutto te stesso, ama il prossimo come te stesso! Tra questi due comandamenti – dice Gesù – c’è un rapporto di somiglianza, di armonia, perché chi ama Dio, ama anche coloro che da Dio sono amati, dunque ama ordinatamente il prossimo ed anche se stesso.

Ma non ci sarebbe un comandamento se non ci fosse una tentazione: quella di amare se stessi sopra ogni cosa e strumentalizzare Dio e il prossimo ai propri interessi.

Il Vangelo ci presenta plasticamente questa tentazione nella figura di quegli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti (Mc 12, 38-39).

Uno potrebbe dire: ma che c’è di male nell’andare a passeggio con un vestito elegante? E non è forse giusto…

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L’unità della vita

XXXI domenica T.O. Anno B

Aldo Vendemiati

il primo comandamento

La nostra epoca, l’età postmoderna, ha come suo tratto caratteristico la frammentazione. Dentro le nostre case, dentro le nostre teste, dentro i nostri cuori, convivono “pezzi” di realtà, pezzi di verità, pezzi di valori, che nessuno riesce a comporre in un quadro unitario. La società stessa è scissa in tanti frammenti separati e nessuno sembra più capace di riunificarli in un senso unico e coerente. Lo stesso individuo, quando lavora in un’azienda deve rapportarsi al quadro di valori vigente sul posto di lavoro (es.: primato del profitto, competitività, ambizione, servilismo…), quando frequenta la chiesa si rapporta a valori completamente diversi, e trova ancora valori differenti e contrari ai precedenti nei circoli ricreativi, nelle scuole frequentate dai figli, ecc. È questo il famoso “politeismo dei valori”.

In questa frammentazione, com’è ovvio, l’uomo perde se stesso. Persino l’uomo religioso si perde, se non trova nella fede un criterio di unità e quindi…

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Sulla strada

XXX Domenica T.O. Anno B

Aldo Vendemiati

Bartimeo

“Le strade sono fatte per andare”, diceva una vecchia canzone. Già! Tante volte la vita viene paragonata ad un viaggio, ad un itinerario, ad un cammino… Ma non ci capita a volte di vedere che tutto si muove intorno a noi, ma noi restiamo sempre là?

Questa è la condizione di Bartimeo (Mc 10, 46-52), il cieco, che sta seduto sulla strada. La strada, che per gli altri è il luogo del cammino con Cristo, per lui è un posto dove stare fermo, seduto: non può camminare perché non vede.

Ma ci sono due modi di stare fermi sulla strada: uno è quello degli sfaccendati, che potrebbero camminare ma non camminano per pigrizia, per cattiva volontà o per superbia: si sentono autosufficienti, non vogliono ammettere di aver bisogno di qualcosa.

Il modo in cui sta sulla strada Bartimeo è diverso: sta a mendicare; sa di essere povero, e tende la…

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