Il Dono e i doni

Pentecoste 2020

Aldo Vendemiati

Pentecoste20

Lo Spirito Santo è il primo dono di Dio, il dono che Cristo risorto porta ai suoi discepoli quando soffia su di loro e dice:

Ricevete lo Spirito Santo (Gv 20,22).

Nell’inno Veni Creator Spiritus è chiamato – egli stesso – “dono del Dio altissimo”.

Nella Sequenza di Pentecoste, però lo Spirito Santo è chiamato “datore dei doni” e questo aspetto viene sottolineato da Paolo (1Cor 12,4-13), che mette in luce i diversi “carismi”, ossia i diversi doni di grazia che lo Spirito distribuisce ai fedeli per la costruzione della comunità cristiana.

Le parole di Gesù risorto ai discepoli potrebbero far tremare i cuori e cadere le braccia:

Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi

Come possiamo, Signore, compiere la tua missione? Dovremmo essere come te! Certo: essere cristiani significa essere Cristo, fare di Cristo il principio della propria vita, condurre la propria vita come Cristo!

Perché…

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Quale speranza?

Ascensione Anno A 2020

Aldo Vendemiati

AscensioneProviamo a metterci nei panni dei discepoli. Gesù ha parlato loro per tre anni. Poi è morto ed è risorto. E per quaranta giorni continua a parlare loro. Di cosa? “Delle cose riguardanti il regno di Dio” (At 1,3). E i discepoli continuano ad equivocare, come se si trattasse di “ricostruire il regno per Israele” (v. 6). Il che i discepoli si aspettano è un regno terreno: autonomia politica, indipendenza economica, leggi sante, tribunali equi, benessere… Tutte cose buone e giuste! Ma tutte cose che sulla terra non si realizzano mai,  perché il “regno per Israele” – come lo chiamano i discepoli – cioè un regno degli uomini, porta sempre la tara dell’egoismo umano.

Siamo dunque condannati all’infelicità? No di certo! Siamo chiamati ad allargare gli orizzonti della nostra speranza. San Paolo ci dice che il contenuto della nostra speranza è duplice (Ef 1,18-19): “il tesoro di gloria racchiuso nell’eredità…

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Consolazione e Verità

VI Domenica T.P. Anno A 2020

Aldo Vendemiati

Spirito Paraclito

In queste ultime settimane del Tempo pasquale, la liturgia ci prepara alla grande festa di Pentecoste. E lo fa attraverso il Vangelo di Giovanni.

Per rimanere il più possibile aderenti all’intenzione dell’evangelista, concentriamo la nostra attenzione sui due titoli dello Spirito Santo più cari a Giovanni: il Paraclito e lo Spirito di verità[*].

Il nome Paraclito ha diverse sfumature di significato: difensore, avvocato, consolatore… Ma tutte indicano un’azione a favore dei credenti. Durante la sua vita terrena Gesù stesso era il Consolatore: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi – diceva – e io vi consolerò (Mt 11, 28). Promettendo il Consolatore è come se dicesse: “Andate a lui, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed egli vi consolerà!”.

La cosa più importante, però, in questo momento, non è tanto di spiegare il significato del titolo di Consolatore, quanto di raccogliere l’invito di Cristo…

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Non sia turbato il vostro cuore

V Domenica T.P. Anno A 2020

Aldo Vendemiati

Gv14

La liturgia della parola, in queste domeniche, è un approfondimento del mistero della Pasqua, come uno scavo nello spessore di questo evento sconvolgente.

Certamente nella Pasqua c’è un elemento di distacco: Gesù passa da questo mondo al Padre. I discepoli nel cenacolo – come abbiamo ascoltato nel vangelo – non  sentono altro che questo distacco, e si turbano. Gesù li esorta ad avere fede, a credere:

Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede.

È ben più che la richiesta di un voto di fiducia[*]: la nostra fede vince il mondo (1Gv 5,4), perché ci unisce a Gesù che ha vinto il mondo (Gv 16,33).

Questa unione con Gesù è espressa con le parole:

 Vado a prepararvi un posto. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi.

Certo, queste immagini ci fanno…

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La porta

IV Domenica T.P. Anno A 2020

Aldo Vendemiati

Porta delle pecore

Il cap. 10 del Vangelo di Giovanni è noto come il discorso sul “buon pastore”. In realtà al v. 11 Gesù dice “Io sono il buon pastore”; ma nei primi 10 versetti dice un’altra cosa. Dice:

“Io sono la porta delle pecore”.

La Scrittura presenta Dio come Pastore. In quanto Dio, Gesù è il nostro pastore. L’attività di pascere il popolo (ossia di prendersi cura di ciascuno e dell’insieme, di fare uscire dalla schiavitù, nutrire nel corpo e nello spirito, far entrare nel Regno) è attività di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa attività, poi, viene appropriata al Figlio, perché  Dio la esercita in Lui.

Ma in quanto uomo, Gesù è la porta. A cosa serve una porta? A due cose: a separare e a mettere in comunicazione. La porta sta in mezzo, consente di distanziarsi e di accedere; è “mediazione”:

L’unico mediatore tra Dio e gli uomini…

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Resta con noi!

III Domenica di Pasqua Anno A 2020

Aldo Vendemiati

Emmaus2

È il pomeriggio del primo giorno dopo il sabato. La luce del giorno si va consumando lenta­men­te. Due discepoli di Gesù lasciano Gerusalemme e vanno ad Emmaus: tutto è avvolto in una luce vespertina di amarezza.

Attenzione: non sono due persone qualsiasi, sono discepoli di Gesù, lo hanno riconosciuto come “profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo”. E conoscono bene i fatti: la crocifissione, la morte di Gesù, la sua sepoltura, la tomba vuota, l’annuncio della risurrezione… Ma non ostante questo sono immersi nella amarezza. Quando un ignoto viandante li interroga sul tema dei loro discorsi, si fermano – dice Luca – “col volto triste”.

I due sono talmente immersi nella discussione che riguarda Gesù, da non riconoscere Gesù! Sanno tutto, tranne l’essenziale. Conoscono persino l’annuncio della risurrezione; una cosa sola non sanno: che è vero! Sono tristi per la sorte del…

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A porte chiuse

II T.P. In Albis 2020 Anno A

Aldo Vendemiati

Tommaso

Il vangelo di oggi comincia col descrivere la situazione di lockdown dei discepoli. Le porte del cenacolo sono chiuse per paura. Eppure Gesù entra. Sta in mezzo. Dona la pace. Mostra i segni gloriosi della Passione. Suscita gioia. Dona lo Spirito della missione e del perdono dei peccati. Per questo soffia sui suoi discepoli, come il Creatore soffiò su Adamo e questi diventò un essere vivente, come lo Spirito dai quattro venti sulle ossa aride nella visione di Ezechiele (37,1-14).

Ora i discepoli hanno un messaggio dare:

Abbiamo visto il Signore!.

Eppure questo messaggio viene rifiutato. Tommaso rifiuta di accettare la testimonianza degli altri. Questo sorprendente! Gli “altri”, infatti, non sono pochi: dieci apostoli come lui, più le donne, più chissà forse altri… “Voi dite pure quello che vi pare, ma se io non vedo, non credo!”.

Rifiutarsi di credere significa accusare gli altri di dichiarare il falso – e…

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